Mammiferi


Le varietà di ambienti presenti all’interno della Riserva offrono rifugio e cibo soprattutto  a piccoli mammiferi, la mancanza di boschi estesi preclude infatti la presenza di specie più appariscenti se non in via occasionale.

Tra queste però non manca  l’onnipresente  Volpe (Vulpes vulpes), carnivoro dall’incredibile capacità di adattamento ad ogni condizione ambientale.

Procedendo per ordine sistematico, tra gli Insettivori troviamo il quasi ubiquitario Riccio occidentale (Erinaceus europaeus), schivo abitante dei boschi ma comune anche nei centri abitati. L’umidità del suolo favorisce la presenza di lombrichi e gasteropodi, che costituiscono  gran parte dello spettro alimentare del Riccio, garantendone quindi un ambiente ottimale.

 

Quattro le specie di Soricidi (piccolissimi Insettivori): il Toporagno nano (Sorex minutus), relativamente poco frequente in pianura; il Toporagno comune (Sorex araneus), la Crocidura minore (Crocidura suaveolens) e la Crocidura ventre bianco (Crocidura leucodon).

Tra i Chirotteri (pipistrelli) si segnala la presenza di 4 specie, tutte inserite nell’Allegato II della Direttiva “Habitat” 43/92/CEE; spiccano le presenze del Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentonii), legato ad ambienti umidi in   virtù della sua dieta basata su insetti acquatici, e dell’Oreccchione (Plecotus sp.), dai caratteristici enormi padiglioni auricolari. Due invece le specie sinantropiche: il Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus) e il Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii).

Tra gli esotici ritroviamo una consistente popolazione di Silvilago (Sylvilagus floridanus), un piccolo lagomorfo dall’aspetto simile al coniglio, chiamato anche “minilepre”, è una specie alloctona importata  dal  Nordamerica a scopo venatorio ed ora ampiamente naturalizzata in molte parti d’Europa. Piuttosto confidente con l’uomo, è uno  dei mammiferi più facilmente visibili in Riserva.  Molto diffusa è anche la Lepre comune (Lepus europaeus).

Numeroso è l’ordine dei Roditori, che comprende Gliridi come il Ghiro (Glis glis) rumoroso abitante notturno delle alte fronde, ed il piccolo Moscardino (Muscardinus avellanarius), che costruisce piccoli nidi sferici tra gli arbusti del sottobosco.

Interessante è la presenza dello Scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), specie che seppur dotata di notevole plasticità ecologica non è frequente in ambienti umidi (alcuni nidi sono stati addirittura rinvenuti su ontani neri con radici allagate). Trovano invece il loro habitat ottimale l’Arvicola terrestre (Arvicola amphibius), che contrariamente a quanto lascerebbe supporre il nome è specie legata a specchi e corsi d’acqua lungo le cui rive scava la tana, e il Topolino delle risaie (Micromys minutus), il più piccolo roditore italiano, abitante del cariceto.

Altri piccoli Roditori presenti sono l’Arvicola rossastra (Clethrionomys glareolus), il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus) e l’Arvicola di Savi (Microtus savii).

Anche la Nutria (Myocastor coypus) ha fatto la sua comparsa in Palude Brabbia (prime segnalazioni dal 2005-2006). Grosso roditore alloctono importato dal Sudamerica per la sua pelliccia, è un’ abilissima nuotatrice, talvolta visibile mentre nuota negli stagni.

Tra i mammiferi la Puzzola (Mustela putorius) è la specie più significativa presente in Palude Brabbia. Notturna, rara, molto elusiva, non è mai stata effettivamente rinvenuta in Oasi, ma la sua presenza è stata dedotta da alcuni ritrovamenti di esemplari morti lungo le strade che la fiancheggiano.

La piccola Donnola (Mustela nivalis) e la Faina (Martes foina) completano il quadro dei Mustelidi.

Raramente sono state osservate anche impronte di Cinghiale (Sus scrofa) e di Capriolo (Capreolus capreolus), probabilmente lasciate da individui scesi occasionalmente dalle vicine colline.

 

Le note dell’autore:

  Osservare un mammifero selvatico in natura non è mai impresa facile. Un semplice modo per rilevarne la presenza è individuare le tracce che molti animali lasciano al loro passaggio. La stagione invernale offre l’opportunità di seguire le impronte che lepri, volpi e faine lasciano sul terreno innevato.

Basta percorrere pochi metri sui sentieri dell’Oasi per capire quanto diffusamente siano presenti questi animali. Oltre a distinguere le varie specie ci si può divertire ad intuire il tipo di andatura, la direzione del percorso, il numero di passaggi. Sulla neve spiccano meglio anche gli escrementi (le cosiddette “fatte”), che le volpi utilizzano come segno di marcatura territoriale.

Nelle altre stagioni non è impossibile imbattersi in uno Scoiattolo attorno al laghetto della Fornace; ancora più facile è incontrare una Lepre o vedere qualche Silvilago lungo la pista ciclopedonale di Cassinetta, specie che si lascia talvolta avvicinare fino a pochi metri prima di rifugiarsi con agili balzi tra gli arbusti.

A cura di A.Martinoli