Lo studio sulla comunità degli uccelli

Gli uccelli e i pesci sono le componenti faunistiche attorno a cui ruota il modello di gestione delle acque. L’avifauna nel territorio dei due laghi e della Palude Brabbia offre elementi di elevato pregio naturalistico, che necessitano di specifiche misure di conservazione a causa della loro particolare vulnerabilità.

Per una corretta gestione del patrimonio naturalistico di una zona umida è necessario conoscere molto bene l’assetto idrologico dell’area, cioè la distribuzione e il movimento delle acque. A partire da queste conoscenze, attraverso la regolazione dei livelli idrici, si può perseguire la conservazione dell’ecosistema o, addirittura, la modifica delle caratteristiche sino allo scenario ritenuto maggiormente significativo. Nel medio - lungo periodo la comunità degli uccelli tipica delle zone umide dimostra un legame stretto con l’evoluzione della vegetazione (a sua volta fortemente influenzata dal livello e dall’oscillazione dell’acqua). Nel breve periodo, invece, si rivela come fattore determinante la gestione del livello dell’acqua, specialmente nei momenti di maggior vulnerabilità del ciclo biologico, come la riproduzione.
La Palude Brabbia, collocata a cavallo fra le Prealpi e la pianura lombarda, ospita la maggior biodiversità riscontrabile nell’intera provincia di Varese: può essere considerata una delle aree più significative del territorio lombardo. La vicinanza al Lago Maggiore e al Fiume Ticino danno al sistema Comabbio- Brabbia-Varese un’ulteriore significativa valenza come area di sosta per numerosi uccelli migratori. Numerose specie si fermano per riposare o nutrirsi in questo importante nodo del corridoio ecologico che collega le Alpi al Po e al Mediterraneo. Attualmente la palude è sottoposta ad un’azione di progressivo interramento dovuto al naturale processo evolutivo che porta i corpi idrici nel corso di millenni a colmarsi e quindi ad estinguersi (si veda come esempio il lago relitto di Biandronno, giunto all’ultimo stadio vitale). Nel caso specifico il fenomeno è stato accelerato da una cattiva gestione dei livelli delle acque del Lago di Varese che ha inevitabilmente compromesso l’altezza delle falde dei territori adiacenti.

SELEZIONE DELLE SPECIE

Una buona parte delle specie di uccelli presenti nell’area considerata sono a vario grado legate all’acqua e quindi interessate dal presente progetto. Per poter realizzare il modello di gestione del livello delle acque, che è il punto cardine del progetto stesso, è stato necessario individuare un campione significativo di specie di uccelli sensibili alle variazioni idriche. Il primo passo è stato la compilazione della check list dell’area, ovvero delle specie presenti nei diversi periodi dell’anno. Questa lista è stata poi confrontata con l’Allegato I della Direttiva “Uccelli” che indica le specie ritenute prioritarie a livello europeo perché rare o minacciate. Si è considerato anche il valore di conservazione regionale e la consistenza delle popolazioni gravitanti sull’area del progetto. Si è così ottenuto un gruppo ristretto di 41 specie per le quali si è approfondito il livello di conoscenza e si sono raccolti dati sensibili sulla biologia riproduttiva.
Per ciascuna di queste specie è stata prodotta una scheda strutturata come segue: stato di conservazione, distribuzione e consistenza, migrazioni, habitat, alimentazione, biologia riproduttiva, nido con particolare riferimento all’altezza dalla superficie dell’acqua, minacce, azioni di conservazione e bibliografia. Si è quindi proceduto ad una ulteriore selezione che ha portato a individuare 17 specie così suddivise: a. specie target (4) sulle cui esigenze ecologiche calibrare le strategie di gestione dei livelli idrici futuri; b. specie significative (4) per motivi biogeografici o di rarità; c. specie sensibili (3) attualmente in notevole crisi che è necessario monitorare; d. specie termometro (4) che possono fornire un quadro sintetico dell’evoluzione dell’area; e. specie abbondanti ( ) utili per una rapida verifica della situazione.

Indagine e livelli

L’indagine ornitologica ha evidenziato la necessità di ripristinare lo storico zero idrometrico del lago di Varese. E’ questa la premessa fondamentale per una corretta gestione naturalistica dei livelli idrici dell’area considerata. Una volta attuato, con gradualità, questo intervento è necessario impostare nel medio – lungo termine una gestione dei livelli idrici funzionale al mantenimento e all’espansione di associazioni di vegetazione che più di altre costituiscono l’habitat ideale per le specie di uccelli, ma anche di pesci, che si intende proteggere.

Le motivazioni del progetto di gestione ambientale

La geografia dei luoghi: formazione e clima

Un ecosistema da proteggere

Un progetto in rete

L’evoluzione del territorio

Il lago... sotto contratto

L’opinione di tecnici e cittadini in un questionario di percezione ambientale

Quanto è profondo il lago: la carta batimetrica del Lago di Varese

Lo studio sulla comunità dei pesci

Lo studio sulla comunità degli uccelli

L’acqua e gli ambienti: le carte della vegetazione

Il modello per una gestione ambientale del livello delle acqua

Il gruppo di lavoro

 
 
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