L’opinione di tecnici e cittadini in un questionario di percezione ambientale
La psicologia dell’ambiente si propone di studiare il modo in cui il territorio viene percepito. Nel progetto di “gestione integrata delle acque” si è voluto valutare il grado di conoscenza delle problematiche e degli argomenti affrontati da parte della popolazione locale.
La valutazione delle percezioni e delle conoscenze è stato un momento importante del percorso che qui presentiamo per capire come coinvolgere gli attori del territorio e in che modo comunicare il progetto stesso. E’ stato realizzato un questionario diviso in tre parti:
• dati dell’intervistato;
• percezione ambientale;
• conoscenza delle tematiche relati- ve al progetto.
Il questionario è stato distribuito ai partecipanti del Seminario di formazione sulle Direttive Comunitarie “Acque“, “Habitat”, “Uccelli“ organizzato nell’ambito del progetto. Il dato che emerge con maggior forza è il distacco tra la percezione delle problematiche e la realtà attuale dei fatti. Vengono sopravvalutate questioni superate da tempo e poco considerate altre ben più attuali. In altre parole, la percezione accusa un ritardo, anche di diversi anni, rispetto alle tematiche presenti. Il fatto che questo livello di percezione sia stato espresso da portatori di interesse (i compilatori dei questionari erano perlopiù tecnici, funzionari e amministratori) lascia presupporre che l’intera comunità locale abbia un’immagine della realtà ambientale ancora più carente. Dal questionario emerge che l’industria viene ancora ritenuta l’attività più dannosa dell’area a cui si riferisce il progetto. Tuttavia, questo primato spetta ormai da anni all’attività del terziario, all’espansione delle reti di trasporto e degli insediamenti urbani.
Quest’ultimo aspetto è giustamente stato individuato quale minaccia fondamentale. Accanto ad esso, tuttavia, sono stati indicati gli scarichi industriali e civili che oggi, dopo la realizzazione di una rete di collettori fognari, hanno cessato di essere un problema rilevante. La domanda sullo stato della qualità ecologia dei diversi ambienti ha evidenziato una percezione abbastanza coerente con la realtà: fiumi, laghi e sponde sono visti come gli ambienti più compromessi. Il dato è confermato anche da diversi riscontri scientifici, pur se la tendenza è ora di un lieve miglioramento in termini di incremento della biodiversità. Su zone umide e paludose è stato espresso un giudizio giustamente positivo. Viene invece sottovalutato lo stato di sofferenza di ambienti agricoli e prati incolti, oggi molto compromessi in quanto sempre più ridotti e confinati dall’espansione urbana.
Dal questionario emerge la necessità di un’azione di comunicazione ambientale di vasta portata, capace di utilizzare diversi canali complementari tra loro per raggiungere l’intera comunità locale nelle diverse componenti. Tanto più che oggi ogni cittadino è visto come portatore di interessi in campo ambientale ed è sempre più spesso chiamato a condividere e a partecipare alle scelte per la corretta gestione del territorio. Il giudizio sugli enti Parchi, Riserve e Provincia sono gli enti territoriali che maggiormente vengono percepiti come portatori di politiche efficaci nei confronti dell’ambiente. Le comunità montane hanno una collocazione positiva, anche se una percentuale non irrilevante di mancate risposte denota forse un deficit di conoscenza, e quindi di comunicazione, in merito alle attività che esse svolgono in campo ambientale. Ai comuni e alla Regione Lombardia è stato attribuito, invece, un giudizio negativo. |
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