Il lago... sotto contratto
Negli ultimi decenni il degrado delle acque dolci ha coinvolto tanto gli stati ricchi quanto quelli poveri. L’inquinamento, il prelievo di quantità sempre maggiori d’acqua, la perdita della naturalità di laghi e fiumi a causa dell’espansione di impianti industriali o aree residenziali sono problematiche all’ordine del giorno in ogni angolo del globo.
Nel 2000, il ° Forum Mondiale dell’Acqua, a cui partecipano 130 paesi, mette a punto uno strumento detto Contratto di Fiume al fine di “adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengano in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale”.
Nello stesso anno, l’Unione Europea adotta la direttiva Acque per la protezione degli ecosistemi acquatici e delle aree ad essi connessi, attraverso il raggiungimento di obiettivi ambientali che interessano sia le acque di superficie che quelle sotterranee. La Regione Lombardia ha accolto queste sollecitazioni con la legge regionale 6 del 003, dove il Contratto di Fiume e il Contratto di Lago vengono previsti espressamente come strumenti per la corretta gestione dei bacini idrografici. Gli obiettivi sono quelli della riduzione dell’inquinamento delle acque e del rischio idraulico portato da inondazioni o altri eventi.
In pratica, anche a livello regionale si intende fare in modo che le problematiche ambientali e sociali, che sino a oggi sono state quasi dimenticate, entrino a far parte dei criteri per la corretta gestione di un lago o di un fiume. La novità sta anche nel metodo con cui gli obiettivi di miglioramento sono perseguiti: non più la semplice imposizione legislativa o tecnica da parte della pubblica amministrazione, ma il coinvolgimento attivo di tutti gli attori, sia pubblici che privati, che hanno un interesse nei confronti del fiume o del lago sui cui si interviene. Si tratta di un percorso partecipato in cui cittadini, enti locali, aziende e altri soggetti perseguono un accordo a partire da principi di pubblica utilità e di tutela dell’ecosistema.
Attraverso questo accordo ogni attore locale è chiamato a compiere una parte, in base alle proprie competenze e aree di azione, per il raggiungimento degli obiettivi condivisi. Così come richiesto dal Bando della Fondazione Cariplo, il progetto di gestione delle acque che presentiamo in queste pagine prende spunto da alcuni dei principi su cui si basa il Contratto di Lago e può essere visto come un primo passo verso l’applicazione di questo importante strumento. |
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