La geografia dei luoghi: formazione e clima

Ere glaciali e antichi laghi: clima, geologia e azione umana all’origine di un territorio in continua trasformazione.

L’area su cui si è svolto il progetto è suddivisibile in tre compartimenti ambientali tra loro comunicanti e fortemente collegati: il Lago di Comabbio, la Palude Brabbia e il Lago di Varese. L’origine dell’intera zona è fortemente condizionata dalle vicende del grande ghiacciaio del Verbano che, prima di sciogliersi, ha scavato le conche lacustri degli attuali corpi d’acqua. Questa dinamica ha formato un vasto anfiteatro morenico che costituisce il confine naturale meridionale dell’area. A nord il limite è dato dal rilievo prealpino del Campo dei Fiori, mentre lateralmente il Fiume Olona e il Lago Maggiore chiudono la zona rispettivamente a est e a ovest.
Circa 20.000 anni fa quest’area formava un unico bacino lacustre comprendente gli attuali laghi di Varese e di Comabbio. Il livello dell’acqua era più alto dell’attuale di almeno 0 metri. A quel tempo il Torrente Acquanegra, uscendo da questo antico lago, si buttava direttamente nel Verbano. Successivamente l’acqua si aprì la strada erodendo la valle del Bardello, scorrendo da sud verso nord. Tutto il grande ecosistema lacustre si abbassò così di circa 20 metri, lasciando scoperta una zona paludosa compresa tra il Lago di Varese ed il Lago di Comabbio: l’attuale Palude Brabbia. Rispetto a quei tempi, oggi il clima è decisamente più mite. Le temperature medie mensili dell’area sono positive durante tutto l’arco dell’anno, mentre le precipitazioni superano di poco i 1.500 mm/anno, con un minimo invernale e due massimi, in primavera e in autunno.
Da notare l’assenza di un periodo di aridità estiva, che rappresenterebbe un fattore limitante per lo sviluppo della vegetazione. Si tratta di un clima tendenzialmente temperato e d’impronta oceanica, comune a gran parte della regione insubrica, a cui l’area appartiene. Il suolo è generalmente pianeggiante, i dislivelli ridotti (la quota varia tra circa 45 m s.l.m., quota a cui si trova la superficie del Lago di Comabbio, e i 38 m s.l.m. del Lago di Varese) e le pendenze poco accennate, con depressioni occupate da torbiere e specchi d’acqua.
I bacini lacustri occupano la maggior parte della superficie complessiva dell’area considerata. Nelle ampie zone paludose o ripariali è possibile riconoscere la tipica vegetazione che circonda gli specchi d’acqua a queste latitudini. Tuttavia, la pressione dell’uomo ha spesso interrotto o frammentato la spontanea conformazione dell’ambiente naturale.

Le motivazioni del progetto di gestione ambientale

La geografia dei luoghi: formazione e clima

Un ecosistema da proteggere

Un progetto in rete

L’evoluzione del territorio

Il lago... sotto contratto

L’opinione di tecnici e cittadini in un questionario di percezione ambientale

Quanto è profondo il lago: la carta batimetrica del Lago di Varese

Lo studio sulla comunità dei pesci

Lo studio sulla comunità degli uccelli

L’acqua e gli ambienti: le carte della vegetazione

Il modello per una gestione ambientale del livello delle acqua

Il gruppo di lavoro

 
 
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