Quanto è profondo il lago: la carta batimetrica del Lago di Varese

Per realizzare il modello per la regolazione del livello delle acque del Lago di Varese è stato fondamentale approfondire le conoscenze sulla morfologia di questo bacino, naturalmente anche in relazione alla Riserva Naturale Palude Brabbia e al Lago di Comabbio.

La profondità e la forma dei fondali del Lago di Varese è stata tracciata attraverso un rilievo batimetrico e poi confrontata con i dati di studi effettuati nel passato. Le operazioni relative alla definizione della morfologia del fondale sono state eseguite utilizzando una barca a fondo piatto su cui è stato montato un ecoscandaglio. Lo studio ha portato ad eseguire 28 profili sonar più un profilo denominato bisettrice. Questo segue la linea mediana del lago così da poter avere un’analisi tridimensionale completa del fondale. Per l’esatto posizionamento dei rilievi si è utilizzato uno strumento GPS (Global Positioning System), accoppiato al sonar.

Da questa analisi è risultato che il fondale si trova ad una profondità media di 11.6 metri dalla superficie dell’acqua, con una profondità massima di 24.39 metri nel settore nord, in prossimità della linea che congiunge Groppello al Porto di Biandronno. Utilizzando i dati ottenuti dalle strisciate eseguite con il sonar è stata ricostruita la geometria tridimensionale del Lago di Varese. Il fondale si approfondisce molto rapidamente in prossimità di Groppello e molto più lentamente in corrispondenza di Cazzago Brabbia.

La profondità del lago è maggiore nella zona a nord, mentre nella zona a sud rimane inferiore ai 10 m. Il rilievo batimetrico del Lago di Varese, associato al rilievo topografico delle sponde, ha permesso di tracciare isobate, ovvero linee che congiungono punti aventi tutti la medesima profondità, ogni metro per i primi 5 m di profondità. Come si vede dall’immagine, alle profondità superiori le isobate sono state tracciate ogni 5 metri.

E’ stato necessario procedere al rilievo morfologico anche della parte emersa, ovvero delle sponde. In questo caso le isoipse, cioè le curve di livello che uniscono punti alla stessa altezza sul livello del mare, sono state tracciate ogni metro per i primi 5 m di dislivello. Isobate e isoipse sono state riportate sulla cartografia disponibile: carta tecnica regionale a scala 1:10’000 e fotogrammetrici comunali in scala 1:5’000. Per rendere meglio leggibile la forma dei fondali e delle sponde sono stati elaborati anche modelli tridimensionali.

La profondità del fondale aumenta molto lentamente nella zona della Palude Brabbia, dove l’isobata dei -5 m è posta a circa 1. km dalle sponde. Si vengono qui a creare le condizioni per lo sviluppo di habitat palustri (principalmente canneti a fragmite) lungo le coste. Anche i terreni circostanti il lago sono pressoché piani: l’isoipsa +5 m dista da 100 a 1300 m dalle sponde. Il confronto con i rilievi batimetrici realizzati in periodi precedenti (1884, 1979) evidenzia una diminuzione della profondità, che passa da 6 a 4.39 metri, le cui cause andrebbero approfondite.

INSTALLAZIONE DEI PIEZOMETRI

Per comprendere la dinamica delle variazioni delle acque di superficie è necessario considerare anche ciò che accade in profondità. Gli acquiferi sotterranei, infatti, sono strettamente legati a laghi, fiumi e torrenti. Per monitorare l’andamento della falda sono stati individuati sei punti in corrispondenza del Lago di Vare.
Qui sono stati posizionati altrettanti piezometri. Questi strumenti, inseriti in fori di sondaggio, rilevano l’altezza della falda. Per posizionare esattamente i piezometri e determinare la quota degli strumenti è stata realizzata una campagna di misura mediante GPS (Global Positioning System) topografico. In corrispondenza dei sei punti è in corso un monitoraggio per l’acquisizione dei dati relativi ai livelli idrici che durerà per un periodo di un anno. I primi dati sono già disponibili ed evidenziano una maggiore stabilità dei livelli nella Palude Brabbia e nel Lago di Comabbio (l’oscillazione della falda è di 13-14 cm) rispetto al Lago di Varese (oscillazione di 16- 0 cm). La risposta alla precipitazione più intensa, avvenuta il 10 aprile 006 e misurata nella stazione di Varese del Centro Geofi- sico Prealpino in 89.8 cm, ha causato una risalita dei livelli più immediata nel Lago di Comabbio e nella Palude Brabbia ( 6- 8 ore dall’inizio al picco massimo) e più lenta nel Lago di Varese (4 ore).

Il lago in cifre

Con riferimento allo zero idrometrico storico, 238.07 m s.l.m., il Lago di Varese è leggibile attraverso i dati che seguono:
•  superficie dello specchio d’acqua: 14.59 km ;
•  perimetro delle sponde: 3.61 km;
• profondità massima: 24.39 m. se, dell’uscita dello stesso (diga di Bardello) e della Palude Brabbia.

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