Marco Tessaro - Analisi e comunicazione ambientale - Via Pernici, 1 - 21052 Busto Arsizio (Va) - Tel. 3495887368 - E.mail: tessaro.marco@tin.it Marco Tessaro - Analisi e comunicazione ambientale - Via Pernici, 1 - 21052 Busto Arsizio (Va) - Tel. 3495887368 - E.mail: tessaro.marco@tin.it

Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e Paesaggistici
della Lombardia
Soprintendenza per i
Beni Archeologici della Lombardia

Progetto di sulla storia ecologica del territorio realizzato da Provincia di Varese, LIPU
e Istituto per Geometri Don Milani di Tradate
   

 

LE FASI STORICHE
FASE ATTUALE
   
FASE ATTUALE
1. Quasi contemporaneamente alle situazioni di maggior degrado va affermandosi una sensibilità ambientale sempre più autorevole. A livello locale si sente forte l’esigenza di dotare l’area della palude Brabbia di uno status di protezione efficace. I primi risultati non tardano a venire. Nel 1983, con legge della Regione Lombardia, la Palude Brabbia diventa Riserva Naturale che, con i suoi 459 ettari, entra di diritto nel novero del sistema parchi lombardo. Già pochi anni prima l’area era stata riconosciuta ai sensi della Convenzione di Ramsar, un accordo tra Stati per la protezione delle zone umide di importanza internazionale soprattutto come habitat degli uccelli acquatici.

2. Ormai, oltre agli ambientalisti, sia gli amministratori che l’opinione pubblica si rendono conto di essere di fronte ad un ecosistema tanto fragile quanto pregiato, che merita le attenzioni di tutti. Un vero gioiello naturalistico incastonato tra gli estremi lembi settentrionali della popolosa pianura e le Prealpi varesine. Circondata dai centri abitati del pianalto morenico, la conca post-glaciale della Palude Brabbia ospita un ambiente ricco ed estremamente variabile. Incontriamo tutte le associazioni vegetali tipiche degli ambienti umidi delle nostre latitudini. Dalla vegetazione acquatica del Laminato si passa al canneto costituito da Tifa e Canna di palude. I rari prati umidi naturali, formati dal Cariceto, si interpongo tra il Canneto e il bosco igrofilo, dove l’associazione vegetale è dominata da Salice e soprattutto Ontano nero. Le radici di questa pianta particolare stanno a proprio agio nel terreno ricoperto da un velo d’acqua. Dove il substrato è più asciutto sopravvivono anche alcuni lembi di foresta planiziale, ambiente in cui la Quercia e il Carpino hanno pochi rivali.

3. Va da sé che con una vegetazione così ricca la fauna non è da meno. L’avifauna soprattutto: la Palude Brabbia è il luogo ideale per il birdwatching. Ogni anno sono facilmente osservabili ben più di 100 specie diverse di uccelli. Un tale patrimonio è gestito dalla Provincia di Varese. Preziosa è la collaborazione con la LIPU, associazione alla quale, per convenzione, è assegnata parte della Riserva. Questi due soggetti collaborano da anni nell’attuazione di un concreto piano di gestione che viene spesso integrato da progetti di grande portata, capaci di convogliare sul territorio finanziamenti, anche consistenti, per la conservazione e l’educazione ambientale.

4. La Riserva Naturale Palude Brabbia non ha soltanto un significato locale. Con l’affermarsi dei concetti di rete ecologica è apparso chiaro che questo ambiente forma un tutt’uno con il Lago di Varese, il paludoso Lago di Biandronno e il Lago di Comabbio. Si tratta di un sistema estremamente prezioso che, attraverso il corridoio ecologico del Parco del Ticino verso sud e del Parco del Campo dei Fiori verso nord, contribuisce a mettere in relazione l’ambiente padano con quello alpino. Un ruolo chiave quindi, suggellato dall’inserimento dei tre laghi nel più ambizioso livello di protezione voluto dalla Comunità Europea: la Rete Natura 2000. Un grande successo che corona anche gli sforzi della Provincia per il recupero ecologico del Lago di Varese.

5. Siamo di fronte ad un territorio molto complesso, le cui stratificazioni storiche recano profonde tracce di modelli insediativi e produttivi diversi, via via meno legati alle risorse locali. La lettura del paesaggio ci parla di strutture sociali ed economiche che si sono confrontate in modo originale con un ambiente che mai come oggi richiede una protezione accorta. Ciò significa coniugare la tutela ambientale al benessere della comunità locale, con una prospettiva di lungo periodo.

   

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