1.
Alla fase pionieristica fece seguito, tra le due guerre
e soprattutto con il boom degli anni Sessanta, il consolidarsi
del modello industriale. In Brabbia l’estrazione della torba
sopravvisse un po’ a singhiozzo sino al 1950. Dopo di ché
l’area divenne interessante per il settore della florovivaistica:
all’attività di coltivazione del fior di loto si
affiancò quello di estrazione del materiale vegetale
ad opera dell’azienda Agricola Paludi. Alcune chiatte opportunamente
attrezzate riuscivano ad estrarre la superficie vegetale
sino alla profondità di 1 mt sotto il livello dell’acqua,
con un impatto non trascurabile sull’assetto ecologico dell’area.
2. Il lago di Varese conobbe momenti molto difficili.
L’attività di alcuni impianti industriali compromise
fortemente la qualità delle acque nel giro di pochi
decenni. Intanto, il territorio attorno subiva quella
spinta alla trasformazione che non si è ancora
esaurita. I nuclei abitati, sino ad allora divisi da fasce
di bosco o campagna, si espansero sino a saldarsi tra
loro. Il reticolo viario divenne sempre più fitto
e consistente, rendendo più evidente il frazionamento
delle aree agricole e naturali. Gli insediamenti industriali
crebbero di pari passo alle zone residenziali funzionali
al richiamo di manodopera iniziato negli anni ’60 e ’70.
Tutto ciò mise in luce un’incapacità diffusa
nella programmazione territoriale. Incapacità spesso
confermata dalla più recente espansione di aree
commerciali.
3. Il paesaggio ne risulta particolarmente compromesso
e banalizzato. Sino ai decenni precedenti all’ultimo conflitto
mondiale, la particolarità di ogni nucleo abitato
era tale da contribuire fortemente all’identità
culturale degli abitanti. Là dove in ogni frazione
si parlava un dialetto un po’ diverso che altrove, stratificazioni
vecchie anche di qualche millennio contribuivano a forgiare
un senso di appartenenza diffuso e presente nella percezione
dell’intera comunità locale.
4. La fase industriale più recente ha svincolato
le attività produttive dalle risorse locali, siano
esse energetiche che relative alle materie prime. Si produce
qui ciò che è possibile realizzare in ogni
parte del globo, mentre i servizi connessi sono identici
ovunque. Perdita di identità locale e degrado del
territorio sono processi che si sostengono reciprocamente.
Fortunatamente però scatenano anche delle reazioni
contrarie.