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Home - LA RISERVA - Fauna
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FAUNA IN PALUDE

Situata ai piedi delle Alpi, la Palude Brabbia rappresenta un importante luogo di sosta lungo il viaggio migratorio per decine di specie di uccelli, nonché sito di nidificazione per molte specie legate all’acqua.
Il susseguirsi delle stagioni offre spettacoli sempre nuovi per colori, fioriture e possibilità di avvistamenti: frequentare un ambiente naturale significa dedicare del tempo all’esplorazione!
Accanto alla rara Moretta tabaccata, anatra tuffatrice per la cui protezione la Palude Brabbia è riconosciuta come IBA (Important Bird Area) e ZPS (Zone di Protezione Speciale), in periodo primaverile dai capanni si possono osservare più facilmente Alzavole e Marzaiole, e il buffo Tuffetto mentre ripetutamente s’immerge cercando piccoli pesci o rincorre con un trillo i suoi simili per delimitare il territorio.
Inconfondibili i vivaci colori del Martin pescatore e il caratteristico “grugnito” del Porciglione, rallide più schivo ma più chiassoso delle comuni Folaghe e Gallinelle d’acqua.
Ai margini degli stagni sarà facile osservare l’Airone cenerino, specie numerosa grazie alla presenza di una “garzaia” (nidificazione coloniale) che ospita anche la più piccola Nitticora. Airone rosso e Tarabusino preferiscono invece costruire un nido solitario nel canneto. In inverno non è infrequente avvistare la grande sagoma dell’Airone bianco maggiore; un prolungato e sommesso “muggito” tradisce invece la presenza del raro e mimetico Tarabuso.
Tra i rapaci diurni, comuni in primavera vi sono il Nibbio bruno, il maestoso Falco pescatore e il Falco di palude. In inverno regina dei cieli è l’Albanella reale osservabile nei suoi voli radenti il canneto.
Tra i più importanti passeriformi nidificanti troviamo molti Silvidi di canneto, come la Cannaiola, la Cannaiola verdognola, il Cannareccione, la Salciaiola e l’Usignolo di fiume, specie dai melodici ed inconfondibili canti.
A partire dalla fine degli anni ’90 si è insediata una numerosa popolazione di Panuro di Webb, piccoli passeriformi esotici importati dall’Estremo oriente e naturalizzati in Provincia di Varese.
Come tutte le zone umide, la Palude Brabbia ospita numerosi specie di anfibi. Tra questi spicca la presenza della Rana di Lataste, rana “rossa” che vive esclusivamente nei boschi umidi e planiziali della Pianura Padana, e di due specie di tritone, il Tritone crestato italiano ed il Tritone punteggiato.
Tra le rarità anche laLucertola vivipara, relitto del periodo glaciale, adattatasi al microclima relativamente fresco della Riserva.
Il Topolino delle risaie, piccolissimo roditore dalla coda prensile che costruisce il nido tra i cespi di carice, e la Puzzola, elusivo mustelide notturno, sono i più preziosi rappresentanti dei mammiferi accanto alle più comuni Volpi e Lepri  ben visibili dalle tracce lasciate in inverno sulla neve.
. Anche tra la fauna invertebrata sono presenti alcuni elementi di pregio. Tra i coleotteri figurano l’Eremita odoroso (Osmoderma eremita), il cui unico e peculiare habitat è costituito dai tronchi cavi dei salici, l’inconfondibile Cervo volante, dalle immense ma inoffensive mandibole, e alcuni acquatici come i predatori Dytiscus marginalis e Graphoderus bilineatus. Sopra gli specchi d’acqua ed al margine del bosco è facile in primavera scorgere l’aggraziato volo delle damigelle Calopteryx virgo e Coenagrion puella accanto a diverse specie di libellule dai brillanti colori.
Il valore naturalistico della Palude Brabbia è sancito da numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali:

  1. Riserva Naturale Regionale dal 1983 
    (ente gestore Provincia di Varese)
  2. Oasi LIPU dal 1994
  3. Sito di Importanza Comunitaria
    (SIC, ai sensi della Direttiva “Habitat” 43/92/CEE)
  4. Zona di Protezione Speciale
    (ZPS, ai sensi della Direttiva “Uccelli” 409/79/CEE)
  5. Area Umida di Importanza Internazionale
    (ai sensi della Convenzione di Ramsar, 1971)
  6. Important Bird Area
    (secondo BirdLife International, 1981)
martin pescatore
 
Martin pescatore
foto F. Boggiani
 
 
APPROFONDIMENTI
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Rana di lataste
 
Rana di lataste
foto A. Bottelli
 

 

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